Ci presentiamo

L’associazione deltaU nasce da una “condivisione”, ovvero dalla visione condivisa che questo paese e questa terra, possano e debbano trasformarsi profondamente, esprimendo al massimo tutte le proprie immense, irripetibili potenzialità.

Cinque giovani professionisti, provenienti dal mondo della progettazione, dell’insegnamento e della ricerca, hanno deciso di fare la loro parte e diventare un piccolo, almeno al suo inizio, ma efficiente motore per poter concretizzare tale visione che per definizione si apre a chiunque ne abbracci i tratti, e voglia mettersi in gioco per partecipare alla sua realizzazione.

Il nome deltaU è tratto dal mondo della fisica, dove delta indica una variazione, una differenza, mentre U rappresenta l’energia potenziale di un sistema. DeltaU è dunque la differenza di energia potenziale del sistema, o per dirla più semplicemente è l’energia sopita che attende di essere attivata e diventare kìnesis (cinetica): movimento, dinamica, vita.

DeltaU è la trasformazione da potenziale a potenza, è una generazione che si riscatta, una terra ed un paese che si rimettono in moto, è il respiro prima del tuffo, il borbottio del vulcano, è volare su un deltaplano a mille metri d’altezza.

DeltaU siamo noi, e puoi essere anche tu.

deltaU intende operare nel contesto urbanizzato, per trasformare in valore l’immane potenzialità esistente

Questa trasformazione e questo potenziale, pur abbracciando gli ambiti più svariati, non può che partire dalla matrice territoriale in cui siamo immersi. Ed è quindi dal territorio che inizia la nostra riflessione: dagli oltre 14 milioni di edifici costruiti in Italia, e dalla qualità della nuova generazione di progettisti che, pur potendosi avvantaggiare della conoscenza di strumenti di analisi e progettazione sempre più avanzati, in possesso di competenze trasversali legate alla crescita in contesti altamente competitivi e abituati al lavoro di gruppo, sono ancora troppo spesso lasciati in secondo piano.

…torniamo al contesto

L’industria delle costruzioni, quella del settore residenziale in particolare, sta attraversando un periodo di stagnazione dovuto a numerosi fattori; insieme alla difficoltà di investimento, uno dei più importanti è la saturazione del territorio. In un contesto in cui ogni anno solo l’1% del patrimonio nazionale si configura come nuova edificazione, gli sforzi di tutti gli attori del processo edilizio, a partire dalla committenza e arrivando al legislatore, devono tendere a dare valore ai concetti di recupero, ristrutturazione, riqualificazione.
Anche se pochi sono stati i passi mossi in questa direzione negli ultimi decenni, alcuni mutamenti nella sensibilità degli utenti e certe linee programmatiche a livello nazionale ed europeo lasciano intendere che questo sia il settore in cui concentrare tutti gli sforzi nel prossimo futuro.

Dal punto di vista energetico, la riduzione dei consumi auspicata a partire dalla firma del Protocollo di Kyoto ha comportato nel nostro ordinamento l’introduzione di alcune misure minime in riferimento alle nuove costruzioni ma intervenendo in maniera molto più blanda sul patrimonio edilizio esistente.

classificazione energetica edifici

La costituzione di un catasto energetico a livello regionale che ha previsto la classificazione in 8 livelli di merito a partire da A+ fino alla G è un timido ma necessario strumento che ha permesso sino ad oggi una ricognizione dello stato di fatto (con l’entrata in vigore del DM requisiti minimi del 26-06-15 le classi energetiche sono diventate 10, dalla A4 alla G).
L’esame dei dati aggregati raccolti da alcuni dei catasti regionali sul territorio Nazionale fa emergere come oltre l’87% degli edifici residenziali ricada in una classe inferiore o uguale alla D ed in particolare il 51% è in classe G.

Questo evidenzia come ad oggi siano ancora molte le criticità riguardo i consumi e gli sprechi ed ampi i margini di miglioramento se si considera che oltre ai generi alimentari, beni e servizi la spesa media mensile delle famiglie riguarda per il 13% la casa e, di questa, il 50% è relativa alle spese per l’energia (luce e gas).

consumi energetici familiari

 

Andando ad analizzare il rischio legato alla sismicità del territorio italiano, questo dipende, in generale, da tre fattori: pericolosità, esposizione e vulnerabilità. Mentre intervenire su pericolosità è impossibile, agire sull’esposizione risulta complesso perché inciderebbe sullo stile di vita degli utenti, la vulnerabilità è il fattore che potrebbe essere migliorato notevolmente, spesso con semplici interventi.

Timeline sismica

Se analizziamo lo sviluppo tecnico-normativo nella penisola e incrociamo con esso il dato del patrimonio edilizio costruito (rappresentato in percentuale nello sfondo della timeline), ci accorgiamo di come la maggior parte degli immobili in Italia sia antecedente al 1975, data in cui venne introdotto il carico sismico così come oggi lo conosciamo; solo nel 2003 si giunge ad una completa zonazione sismica dell’intero territorio nazionale.

Molti edifici realizzati per resistere a soli carichi gravitazionali sono oggi inseriti, a ragione, in zone sismiche e poco o niente si è fatto nell’ultimo decennio per rendere più sicure le nostre case.

Il costo economico per la ricostruzione a seguito dei terremoti degli ultimi 50 anni (escluso il recentissimo sisma del centro Italia) si aggira intorno ai 150 miliardi di euro, più di tre miliardi di euro annui che si sarebbero potuti investire in prevenzione.
Solo ultimamente, a seguito del terremoto del 24 agosto 2016 e le successive scosse verificatesi fino a gennaio 2017, si è deciso di far partire un programma di ricognizione anche per quanto riguarda la valutazione sismica degli edifici: si tratta del Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2017 (c.d. Decreto Sisma Bonus) che introduce la classificazione sismica degli edifici, analogamente a quella energetica, suddivisa in 8 classi di merito da A+ a G.

Le potenzialità

In un quadro come quello accennato si inseriscono le agevolazioni fiscali, unico strumento messo in campo ad oggi dal governo per poter “alleggerire” gli oneri di una ristrutturazione.

Approfondiremo questo e molti altri argomenti simili nel futuro all’interno di questo blog.

Per il momento ci limitiamo a sottolineare che reputiamo interessante una opportunità offerta da questo tipo di misura, seppur non ancora risolutiva del problema: un intervento sinergico ed organico sull’immobile permetterebbe di godere della massima incentivazione disponibile per miglioramento sismico (recupero dell’85% delle spese) garantendo anche un incremento delle prestazioni energetiche. Da quest’ultima eventualità deriverebbe un risparmio immediato nelle bollette energetiche che entro 10 anni, in media, permetterebbe il recupero dell’intero capitale investito.

È attraverso la ricerca, l’analisi e l’informazione circa questo tipo di progetti, caratterizzati da sostenibilità, innovazione, valorizzazione della multidisciplinarietà ed integrazione, che deltaU intende operare nel contesto urbanizzato, per trasformare in valore l’immane potenzialità esistente.


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2 opinioni riguardo a “Ci presentiamo

  1. Siete fantastici!!! Giovani protagonisti di un necessario fondamentale e non più rimandarle cambiamento!!!!Da Modena enormi congratulazioni !!! Non Passivi ma attori dei cambiamenti necessari, indispensabili da parte di chi AMA e CONOSCE il territorio!!! Spero i vostri politici siano lungimiranti e i intelligenti e appoggino al 100 %questo spirito, questo progetto!AUGURI

    1. Grazie per le parole di incoraggiamento 😊 noi come già affermato crediamo nelle potenzialità di questo Paese e nella differenza che possono fare le nostre professionalità, messe in campo con sinergia, in un contesto del genere.
      Continua a seguirci sul sito e sui social per rimanere aggiornata sui nostri eventi e attività 😉

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