Sismabonus: modalità operative per la cessione del credito

Ad attuazione dell’art.1 comma 2 della legge 232/2016, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento che descrive le modalità di cessione del credito spettante per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e per quelli di messa in sicurezza.
Il credito è di norma compensato tramite detrazione sull’imposta sui redditi (IRPEF) ma, nel caso di interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici (leggasi condomini) a partire dall’1 gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021, lo stesso importo può essere ceduto a terzi.

Chi può cedere il credito

  • Il condòmino, anche non tenuto al versamento IRPEF, nella misura delle spese non cedibili sostenute (25% o 15% dell’importo dei lavori);
  • Il soggetto che ha ricevuto un credito (ulteriore cessione).

A chi è possibile cedere il credito

  • Ai fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi;
  • Altri soggetti privati, persone fisiche, società ed enti.

A chi NON è possibile cedere il credito

  • Istituti di credito e intermediari finanziari;
  • Amministrazioni pubbliche.

A norma del D. Lgs. 165/2001, per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita’ montane. e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale

Quanto è possibile cedere

Come abbiamo visto in un precedente articolo, la detrazione spettante dipende dal miglioramento sismico derivante dai lavori eseguiti.
Per la singola unità immobiliare (il singolo condòmino) e per cinque anni di imposta:

senza miglioramento miglioramento = 1 classe miglioramento > 1 classe
Detraibile 50% Massimo 9.600,00 €/anno 75% massimo 14.400,00 €/anno 85% massimo 16.320,00 €/anno
Cedibile Non è cedibile

Le somme cedibili (parzialmente o totalmente) sono determinate sulla base delle spese approvate nella delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori o in misura delle spese sostenute nel periodo di imposta, per le somme imputabili al singolo condòmino.

Quando è possibile cedere il credito

Il credito è cedibile a partire dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese e, per quello ceduto ai fornitori, dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello di emissione della fattura.

Modalità

Per il condòmino Per l’amministratore di condominio
Comunica, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, all’amministratore del condominio la cessione del credito e l’accettazione del cessionario indicando denominazione e codice fiscale suoi e del cessionario A pena dell’inefficacia della cessione, comunica all’Agenzia delle Entrate la denominazione e il codice fiscale del cessionario, la sua accettazione del credito e il suo ammontare sulla base delle spese sostenute dal condòmino (per la parte non cedibile) entro il 31 dicembre dell’anno precedente; consegna al condòmino la certificazione delle spese da egli sostenute entro il precedente anno e indica il protocollo telematico della comunicazione all’Agenzia delle Entrate

Il cessionario potrà a sua volta cedere il credito, una volta che gli sarà attribuito, con modalità telematiche.

Utilizzo del credito di imposta ceduto

Il credito ricevuto dal fornitore, se non ulteriormente ceduto, verrà ripartito in cinque quote annuali e utilizzato in compensazione (con codice tributo da istituire) ed eventuali importi non spesi saranno utilizzabili, sempre in compensazione, negli anni successivi.

Conclusioni

Sebbene l’estensione della cessione del credito anche per interventi di miglioramento sismico (in passato riguardava solo gli interventi di riqualificazione energetica di edifici condominiali) degli edifici lasciasse ben sperare riguardo ad una più diffusa utilizzabilità da parte di un sempre più amplio bacino di cittadini, il provvedimento pubblicato in data 8 giugno 2017 ridimensiona, purtroppo di molto, le aspettative.

Restano infatti esclusi da questa modalità di utilizzazione tutti i possessori di abitazioni singole, quelli che, di contro, avrebbero una maggiore libertà di intervento sui propri immobili. Inoltre alla già importante limitazione presente nella legge di bilancio 2017 riguardo ai destinatari della cessione (erano espressamente esclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari), il provvedimento aggiunge l’impossibilità di cessione alle amministrazioni pubbliche. Il credito è infatti utilizzabile solo in compensazione come si legge al punto 5 dello stesso provvedimento, quindi dai soli soggetti passivi di imposte sui redditi (IRPEF o IRES).

L’agevolazione resta invece valida e interessante per tutti i casi a cui espressamente si rivolge: i condomini, soprattutto quelli costituiti da numerose unità immobiliari. Il credito è infatti riconosciuto per una spesa massima di 96.000,00 € per singola u.i.: ipotizzando un costo per il miglioramento che va dai 200 ai 400€/m2, il condòmino che possiede un appartamento di medie dimensioni riuscirebbe a coprire le spese di intervento con circa 5.000,00 €, una spesa del tutto ragionevole se si pensa a cosa è finalizzata.

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