Il Sismabonus oggi, tra agevolazioni fiscali e cessione del credito

Il Sismabonus, che forse sarebbe il caso chiamare Antisismabonus, è uno degli strumenti che rientra nel cosiddetto progetto Casa Italia, quel contenitore più grande e di importanza strategica per il Paese che mira alla valorizzazione, al recupero e alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano.

Viene introdotto per la prima volta nella Legge di Bilancio 2017 (la 232 dell’11 dicembre 2016 ) all’art. 1 comma 2 lett. c) e poi attuato dal Decreto Ministeriale n. 58 del 28 febbraio 2017 e n. 65 del 7 marzo 2017 che normano per la prima volta la Classificazione del rischio sismico delle costruzioni, fornendo gli strumenti operativi (le linee guida e i modelli di asseverazione) per beneficiare del bonus.

La Classificazione del rischio sismico degli edifici sarà  oggetto di un prossimo articolo sul nostro sito.

Il Sismabonus fa parte del programma Casa Sicura ed è una misura di incentivazione che utilizza gli sgravi fiscali a beneficio di tutti i contribuenti (lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati, ecc.) assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e che affianca ma non sostituisce le altre che siamo abituati a conoscere. Infatti, anche per il 2017 resteranno attive le misure che riguardano le ristrutturazioni edilizie, la riqualificazione energetica e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

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CHI HA DIRITTO AL SISMABONUS

Il Sismabonus spetta al proprietario dell’immobile ma anche ai titolari di diritti reali di godimento sullo stesso (nudi proprietari, usufruttuari, locatari, comodatari, ecc.) e loro familiari o conviventi che sostengano le spese. I lavori devono riguardare immobili adibiti ad uso abitativo (nessuna limitazione su abitazione principale) o utilizzati per attività  produttive ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (alta e media sismicità ) come individuate dall’OPCM 3274 del 20 marzo 2003.

TIPOLOGIE DI LAVORI E SPESE INCENTIVATE

I lavori incentivati sono quelli concernenti l’introduzione di misure antisismiche e sono comprese le spese di progettazione, l’acquisto di materiali, tutte le prestazioni professionali richieste dall’intervento, i sopralluoghi, le perizie, le certificazioni, l’IVA, le imposte di bollo e gli oneri comunali. Tra le spese anzidette rientrano anche quelle connesse alla classificazione del rischio sismico dell’immobile e la sua verifica. Il periodo temporale inizia il 1° gennaio 2017 e si conclude il 31 dicembre 2021.

IMPORTI AMMESSI E SOGLIE DI INCENTIVAZIONE

La detrazione si calcola su un ammontare complessivo di 96.000,00 € per unità  immobiliare (nel caso dei condomini tale cifra spetta per ogni appartamento) per ciascun anno, da ripartire in cinque quote di pari importo a partire dall’anno in cui sono stati svolti gli interventi.

Vengono riconosciute diverse percentuali di detrazione in funzione del miglioramento sismico ottenuto:

La prima fascia è riservata a chi, pur intervenendo sulla parte strutturale dell’immobile, non raggiunge il miglioramento di almeno una classe di rischio o non effettua nessuna classificazione del rischio sismico 50% Detraibili 9.600 €/anno
La seconda fascia spetta a chi ottiene un miglioramento pari ad una classe di rischio a seguito dell’intervento 70% (75% edifici condominiali) Detraibili 13.440 €/anno (14.400 €/anno per condomino)
La terza fascia spetta a chi ottiene un miglioramento di due o più classi di rischio 80% (85% edifici condominiali) Detraibili 15.360 €/anno (16.320 €/anno per condomino)

DETRAZIONE O CESSIONE DEL CREDITO

In data 8 giugno 2017, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento che regola la cessione del credito per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche.

In luogo della detrazione ma nel limite degli importi suddetti, il beneficiario potrà  scegliere se cedere il credito ad egli spettante ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati.

Non risulta invece possibile cedere tale credito agli istituti di credito e ad intermediari finanziari.

Per le modalità  di cessione del credito si è in attesa di un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che chiarirà  termini e modalità.

COME ACCEDERE AL SISMABONUS

Prerequisito fondamentale per l’accesso agli incentivi più significativi del Sismabonus è che, a seguito di un intervento, si sia conseguito il miglioramento di almeno una classe di rischio sismico.

A questo fine, prima dell’inizio dei lavori, il proprietario dovrà incaricare un professionista della valutazione della classe di rischio di partenza. A questa seguirà la progettazione di miglioramento/adeguamento secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni e la conseguente riduzione del rischio sismico (con la stessa tipologia di calcolo utilizzata per la valutazione di partenza) che dovrà essere asseverata dallo stesso.

A conclusione dei lavori il Direttore dei Lavori ed il Collaudatore Statico dovranno attestare la conformità dell’intervento al progetto.

Asseverazione e attestazioni diventano parte integrante del titolo abilitativo e devono essere consegnate allo sportello unico competente per l’intervento.

Per usufruire della detrazione, l’anno successivo all’inizio dei lavori il beneficiario dovrà indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile e gli eventuali titoli di godimento nel caso di locatari, con dichiarazione di consenso del possessore.

Tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, come nell’immagine di seguito (ad eccezione di quelle che non è possibile pagare con questa modalità: oneri di urbanizzazione, diritti per permessi, ritenute fiscali sugli onorari professionali, imposte di bollo):

Al momento del pagamento del bonifico, l’istituto dovrà  operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori pari all’8%.

Quanto detto è valido anche per le spese effettuate tramite finanziamento, sempre che la società  finanziaria si sia attenuta alle stesse modalità di pagamento verso i fornitori.

Occorre inoltre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici nell’eventualità  di un controllo, i seguenti documenti:

  1. Le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (Concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori) o una dichiarazione in cui si attesta che gli interventi di ristrutturazione rientrano tra quelli agevolabili anche nel caso in cui non sia necessario alcun titolo abilitativo;
  2. Tutta la documentazione attestante il miglioramento della classe di rischio (valutazione iniziale e finale con asseverazione del professionista e attestazioni finali del DL e del CS);
  3. Per gli immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento;
  4. Ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, se dovuta;
  5. Delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, nel caso di interventi riguardanti parti comuni di edifici, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  6. In caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;
  7. Comunicazione preventiva all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  8. Fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;
  9. Ricevute dei bonifici di pagamento.

CONCLUSIONI: COS’È E COSA NON È IL SISMABONUS

Non è la misura definitiva Resta comunque una misura il cui funzionamento dipende dall’attivazione volontaria dei cittadini
Non è adatto a tutti La riduzione delle quote annuali da dieci (com’è per le altre misure di incentivazione) a cinque restringe la platea dei beneficiari a chi percepisce un reddito annuale medio-alto, soprattutto per potersi avvantaggiare delle aliquote massime
È un primo passo nella giusta direzione L’introduzione della possibilità  di cessione del credito al fornitore dei lavori che, a suo volta, potrà  cederlo ad altri privati risulta interessante per quei contribuenti che non potrebbero avvantaggiarsi del massimo beneficio possibile in base al proprio reddito.

Resta il limite dell’impossibilità  di cessione del credito agli istituti finanziari per l’erogazione, ad esempio, di prestiti o finanziamenti.

Comincia a mappare il territorio L’introduzione dello strumento di Classificazione del Rischio sismico dell’edificio diventa la chiave per la conoscenza del territorio e per diffondere la cultura e l’importanza della prevenzione tra i cittadini
Si rivolge a tutti A differenza delle misure di prevenzione passate, che si basavano sulla stesura di graduatorie per poter beneficiare di contributi statali, adesso i soggetti passivi dell’agevolazione sono potenzialmente tutti i contribuenti. Inoltre risultano avvantaggiati gli edifici condominiali, dal momento che l’importo di 96.000,00 € va moltiplicato per il numero di unità  immobiliari presenti nell’edificio
Offre un iter semplificato Fino ad ora, l’erogazione di contributi dipendeva dall’interazione con i comuni e le regioni, adesso viene gestita direttamente in fase di dichiarazione dei redditi dal beneficiario finale
Ha un orizzonte temporale maggiore delle altre misure La definizione, sin dal principio, di un periodo di 5 anni a partire dal primo gennaio 2017, dà  la certezza, a chi intende programmare un intervento per il prossimo futuro, di poter beneficiare dell’incentivo

Scarica la guida fiscale dell’Agenzia delle Entrate aggiornata al giugno 2017 

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